SISMABONUS 2017: INCENTIVI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEI FABBRICATI

In Sportello Condominio by Ing. Emanuele AmuraLeave a Comment

Nel dicembre 2016, in Gazzetta Ufficiale, è stata presentata la nuova legge di stabilità per il 2017 che presenta tra le varie cose il cosiddetto “Sisma bonus”, forma di incentivo per la messa in sicurezza dei fabbricati ad uso residenziale, commerciale e produttivo.
Descrizione: il Sisma bonus è una agevolazione fiscale per il periodo 2017 – 2022 che prevede alcune soglie di detrazioni in caso di interventi per la messa in sicurezza dei fabbricati fino ad un importo massimo di 96.000,0 euro per unità abitativa, così suddivise:
– Per le unità residenziali, commerciali e produttive che con interventi di messa in sicurezza migliorano di una sola classe di rischio sismico è prevista una detrazione fiscale del 70% del totale lavori (max 96.000,0 euro) da ripartire in 5 anni e dell’80% per due classi o più; incentivo valido per le zone sismiche 1, 2 e 3;
– Per le parti comuni in edifici residenziali condominiali e sull’intero fabbricato che con interventi di messa in sicurezza migliorano di una sola classe di rischio sismico è prevista una detrazione fiscale del 75% del totale lavori da ripartire in 5 anni e dell’85% per due classi o più; in questo caso il limite massimo di spesa di 96.000,0 euro è riferito alle singole unità immobiliari del fabbricato (andranno quindi sommate per tutte le unità presenti); incentivo valido per le zone sismiche 1, 2 e 3;
Osservazioni: senza entrare nel merito tecnico della cosa è utile fare alcune osservazioni riguardo questo importante traguardo raggiunto non con poche difficoltà.
I terremoti avuti in questi anni (basta ricordare Umbria ’96, San Giuliano ’02, L’Aquila ’03, Emilia Romagna ’09, Accumoli e Norcia ’16) hanno evidenziato tra l’altro che i terremoti hanno un costo di vite umane e di ricostruzione di gran lunga superiore ai costi di messa in sicurezza (almeno 10 volte) e che l’evento sismico importante non è una cosa che si può ritenere improbabile, anzi, statisticamente un evento disastroso capita molto più spesso di quanto si possa immaginare (ogni 3-5 anni).
Il discorso quindi è capire, tutti, che con i terremoti ci dobbiamo convivere e che dobbiamo iniziare (meglio tardi che mai) a far propria la cultura della manutenzione, prevenzione e messa in sicurezza degli edifici. D’altronde tutti noi facciamo normale manutenzione all’auto perché sappiamo che altrimenti ci può lasciare a piedi, ed allora perché non applicare lo stesso ragionamento alle nostre case? Senza contare che per la gran parte degli italiani la prima casa rappresenta l’unico patrimonio rilevante nelle proprie vite.
Per tutti questi discorsi le nuove linee guida sulle verifiche strutturali alle quali si accompagna il Sisma bonus, hanno lo scopo di “segnalare” ai proprietari privati l’importanza di tutelare il loro patrimonio personale. Queste linee guida poi, che danno indicazioni ai tecnici su come effettuare valutazioni sismiche, forniscono degli indici che sono del tutto simili alla classificazione energetica oggi in uso; infatti così come le classi energetiche, che vanno da G ad A, forniscono indicazioni sulla qualità dell’unità abitativa in termini di risparmio energetico e fanno parte degli atti di compravendita, anche le linee guida forniscono le classi di rischio sismico sempre da G ad A+ (con G classe peggiore), che danno indicazioni su qual è il rischio in caso di evento atteso in un certo periodo di tempo in termini di salvaguardia della vita umana; tradotto, un edificio o unità abitativa che si trovi in classe G indica che in caso di terremoto importante si ha una probabilità elevata che questi crolli, di contro un edificio in classe A+ indica che in caso di evento sismico importante il fabbricato subisce pochi danni, riparabili. Ovviamente è chiaro come un edificio in classe A+ dia garanzia di sicurezza ma soprattutto di conservazione del patrimonio personale.
Il problema è che la gran parte degli edifici costruiti in Italia, dove il 70% del territorio rientra nelle zone di rischio 1, 2 e 3, sono stati realizzati prima del terremoto dell’80 in Irpina, con tecnologie di progettazione ormai superate e materiali ormai vetusti. È chiaro quindi che, senza nascondersi dietro un dito, il problema c’è, è serio, ma altrettanto seriamente può essere affrontato; il Sisma bonus, le linee guida e le nuove Norme Tecniche che a breve saranno pubblicate vanno proprio in questa direzione.
Gli incentivi previsti sono un inizio, c’è anche la possibilità di cedere il credito all’impresa (sarà quindi l’impresa che riceverà gli incentivi al posto del proprietario in cambio dell’esecuzione dei lavori con un prezzo ridotto), ma altro sarà fatto per rendere questa novità applicabile a larga scala; nell’incentivo massimo dei 96.000,0 euro per unità abitativa sono compresi oltre ai lavori di messa in sicurezza ed adeguamento anche le relazioni tecniche per la valutazione della classe di rischio di appartenenzale attività di indagini per le verifica strutturale nonché la relazione tecnica finale che attesti il passaggio di classe e permetta quindi l’accesso all’incentivo.
Disclaimer: il presente articolo ha solo scopo informativo e di orientamento e non di sostituzione della consulenza Tecnica.

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